Pioltello. Scurati (Lega): “No alla chiusura per fine Ramadan. La scuola pubblica rispetti le tradizioni italiane, non quelle islamiche”
Milano, 25 febbraio 2026 – “Per il terzo anno consecutivo una scuola pubblica vuole chiudere per la fine del Ramadan. A questo punto viene da chiedersi se il prossimo passo sarà riscrivere il calendario scolastico in base alle festività religiose di tutto il mondo. Questa non è integrazione, ma il tentativo sbagliato di accattivarsi le simpatie degli studenti, una scelta strumentale per continuare a fare notizia in contrasto con la vera convivenza e il rispetto dentro regole”.
Lo dichiara Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega in Lombardia, in merito alla decisione dell’istituto Iqbal Masih di Pioltello.
“La scuola pubblica deve garantire rispetto per tutti, ma non può piegarsi a scelte che mettono in secondo piano le tradizioni e la cultura del nostro Paese. L’integrazione significa condividere regole e valori comuni, non adattare di volta in volta il calendario scolastico in base alle appartenenze religiose di chi ha origini straniere. Se l’obiettivo è l’inclusione, la strada è quella del rispetto reciproco all’interno delle regole italiane” conclude Scurati.
Daniele Ripamonti Ufficio stampa Lega – Lega Lombarda Salvini Via Filzi, 22 – 20124 Milano – Palazzo Pirelli Tel. 02/6748.2807
Milano, 25 febbraio 2026 – “Per il terzo anno consecutivo una scuola pubblica vuole chiudere per la fine del Ramadan. A questo punto viene da chiedersi se il prossimo passo sarà riscrivere il calendario scolastico in base alle festività religiose di tutto il mondo. Questa non è integrazione, ma il tentativo sbagliato di accattivarsi le simpatie degli studenti, una scelta strumentale per continuare a fare notizia in contrasto con la vera convivenza e il rispetto dentro regole”.
Lo dichiara Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega in Lombardia, in merito alla decisione dell’istituto Iqbal Masih di Pioltello.
“La scuola pubblica deve garantire rispetto per tutti, ma non può piegarsi a scelte che mettono in secondo piano le tradizioni e la cultura del nostro Paese. L’integrazione significa condividere regole e valori comuni, non adattare di volta in volta il calendario scolastico in base alle appartenenze religiose di chi ha origini straniere. Se l’obiettivo è l’inclusione, la strada è quella del rispetto reciproco all’interno delle regole italiane” conclude Scurati.
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